BLOG

Tutti gli articoli della S.I.B.M

Il mare che cambia: come il cambiamento climatico sta trasformando il Mediterraneo


Anche il The Guardian ha definito questa estate “un chiaro esempio” di come il cambiamento climatico stia intensificando fenomeni estremi che si alimentano a vicenda negli oceani.

Le ondate di calore marine (Marine Heatwaves, MHW) sono periodi in cui la temperatura del mare raggiunge valori eccezionalmente elevati rispetto alla normale variabilità stagionale, con una durata che può andare da pochi giorni a diversi mesi. La loro frequenza è quasi raddoppiata nel corso del XX e dell’inizio del XXI secolo, mentre dagli anni ’80 sono aumentate anche intensità e durata. Il fenomeno è strettamente legato al riscaldamento degli oceani e, dal 2006, si stima che le attività antropiche abbiano contribuito all’84–90% delle MHW osservate. Il cambiamento climatico ha inoltre reso oltre 20 volte più probabili le ondate di calore marine più estese e intense degli ultimi decenni. La loro frequenza e intensità sono destinate ad aumentare ulteriormente, con conseguenze rilevanti per gli ecosistemi marini.

Il cambiamento climatico agisce inoltre insieme ad altri fattori di stress, quali pesca, eutrofizzazione, contaminanti, perdita di habitat e specie aliene, modificando la struttura e le dinamiche delle reti trofiche marine. La risposta degli organismi dipende dalle loro caratteristiche ecologiche, riproduttive e alimentari. L’impatto complessivo non è quindi riconducibile a una singola variabile, ma alla risposta di ecosistemi sottoposti contemporaneamente a molteplici pressioni.

Il Mediterraneo rappresenta una delle regioni maggiormente esposte a questi cambiamenti ed è identificato dall’IPCC come un vero e proprio hotspot climatico. A partire dagli anni ’80, la temperatura superficiale del Mediterraneo è aumentata di circa 0,29–0,44 °C per decennio, favorendo profonde trasformazioni nella distribuzione delle specie e nella struttura delle comunità marine.

Ci stiamo avvicinando ai tipping points degli oceani?

I tipping points, o punti di svolta, rappresentano condizioni oltre le quali un ecosistema può subire trasformazioni rapide e difficilmente reversibili. Negli oceani, temperatura, ossigeno e acidificazione interagiscono con le pressioni antropiche e possono spingere gli ecosistemi verso soglie critiche. Tra i fenomeni più preoccupanti osservati già oggi troviamo la perdita di ghiaccio marino artico, lo sbiancamento delle barriere coralline, la trasformazione delle foreste di kelp e la crescente diffusione di specie aliene.

Ridurre il rischio di superare ulteriori punti di svolta richiede innanzitutto una forte riduzione delle emissioni di gas serra, ma anche la diminuzione delle altre pressioni esercitate sugli ecosistemi marini, come la pesca eccessiva e l’eccessivo apporto di nutrienti.

In questo contesto, le Nature-based Solutions (NbS) possono svolgere un ruolo importante. La protezione e il ripristino degli habitat, le aree marine protette e la gestione sostenibile della pesca possono contribuire a conservare la biodiversità e i servizi ecosistemici, aumentando al tempo stesso la resilienza degli ecosistemi. Sono interventi che possono produrre benefici ambientali e sociali anche in uno scenario climatico incerto.

La sfida, quindi, non è soltanto adattarsi a un mare che cambia, ma ridurre le pressioni che ne stanno accelerando la trasformazione, prima che alcuni cambiamenti diventino impossibili da invertire.

 

Fig. 1. Il Mediterraneo sotto pressione climatica.


 

Fig. 2. Il contributo delle soluzioni basate sulla natura (NbS) negli oceani agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Le icone in basso indicano gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ai quali le NbS negli oceani potrebbero contribuire (IPCC, 6th Report, Chapter n.3)

    

Bibliografia

Cooley, S., D. Schoeman, L. Bopp, P. Boyd, S. Donner, D.Y. Ghebrehiwet, S.-I. Ito, W. Kiessling, P. Martinetto, E. Ojea, M.-F. Racault, B. Rost, and M. Skern-Mauritzen, 2022: Oceans and Coastal Ecosystems and Their Services. In: Climate Change 2022: Impacts, Adaptation and Vulnerability. Contribution of Working Group II to the Sixth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change [H.-O. Pörtner, D.C. Roberts, M. Tignor, E.S. Poloczanska, K. Mintenbeck, A. Alegría, M. Craig, S. Langsdorf, S. Löschke, V. Möller, A. Okem, B. Rama (eds.)]. Cambridge University Press, Cambridge, UK and New York, NY, USA.

Unisciti a noi nella protezione e valorizzazione del mare

Dal 1969 per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente marino e costiero

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.