Non solo i coralli: che cos’è il bleaching di Posidonia oceanica
Il
Mar Mediterraneo sta affrontando delle sfide che ormai tutti noi conosciamo. Le
temperature stanno aumentando esponenzialmente (e ne siamo testimoni, reduci da
un’estate con un mare che non rinfresca più!), costringendo molti organismi a
muoversi o adattarsi per sopravvivere. Ma il riscaldamento delle acque non è
l’unico fattore di stress: l’acidificazione, l’inquinamento, la presenza sempre
maggiore di plastiche e microplastiche e l’introduzione di specie aliene sono
solo alcuni dei problemi che minacciano il nostro bacino.
Tra
le specie più a rischio ci sono le fanerogame marine, che
contribuiscono alla formazione di habitat complessi, creando estese praterie
sottomarine che ospitano una ricca biodiversità e garantiscono fondamentali servizi
ecosistemici. Nel Mar Mediterraneo, una delle
piante marine più importanti è l’endemica Posidonia
oceanica (L.) Delile, le cui
praterie si estendono fino a 40 m di profondità.
Da qualche anno, in alcune zone calde del Mediterraneo, si osservano
fenomeni di sbiancamento delle foglie di P. oceanica. La parte apicale
delle foglie adulte diventa trasparente quando va incontro a senescenza o
stress, sostituendo il tipico colore marroncino che siamo abituati a vedere
durante la necrosi fogliare. Questo fenomeno, definito bleaching, è caratterizzato dalla progressiva perdita di
pigmentazione. La trasparenza è tale da lasciar intravedere ciò che si trova
dietro la foglia, conferendo all’intera prateria un caratteristico aspetto da
“prateria fantasma”. Mentre in alcune aree del Mar Mediterraneo lo sbiancamento
estivo è noto già da diversi anni, in altre invece non è stato mai segnalato, suscitando
una crescente curiosità tra gli scienziati.
Prateria sbiancata di P. oceanica a Ustica, 7 m di profondità (foto S.M.S. Musumeci)
Prateria sbiancata di P. oceanica a Ustica, 5 m di
profondità (foto M.F. Cinti)
Il fenomeno è stato inizialmente studiato a Cipro, dove nell’estate
2024, lo sbiancamento di P. oceanica è stato registrato fino a 30m di
profondità. Lo sbiancamento delle praterie profonde è stato osservato con
tempistiche diverse rispetto a quello delle praterie superficiali, aumentando
progressivamente con l’abbassamento del termoclino (Stipcich et al., 2025a). Sebbene in questo primo studio la temperatura sia
stata segnalata come uno dei fattori principali, non è l’unico fattore a determinare
lo sbiancamento. Attraverso trapianti incrociati a diverse profondità (10, 20 e
30m) condotto nuovamente a Cipro, i fasci di P. oceanica sono stati sottoposti a differenti
condizioni di temperatura ed irradianza, anche mediante l’utilizzo di teli
ombreggianti. Dopo tre mesi, il bleaching è risultato maggiore nei fasci
mantenuti alla stessa profondità di origine rispetto a quelli trapiantati ad
altre profondità, suggerendo che luce e temperatura, da sole, potrebbero non
essere i principali responsabili del fenomeno (Stipcich et al., 2025b).
Nell’estate del 2025, un ulteriore trapianto incrociato tra due
siti di Cipro ha portato nuovi risultati. Il trapianto è avvenuto tra un sito
in cui da anni il bleaching si registra all’inizio dell’estate, ed un sito in
cui invece non è mai stato registrato, per verificare se lo sbiancamento delle
foglie deriva principalmente dalle condizioni ambientali o da fattori
intrinseci della pianta. Il deficit nutrizionale (dovuto all’ambiente oligotrofico
o alla riduzione dell’ integrazione clonale causata dal taglio dei fasci che
interrompe il passaggio di nutrienti) agisce come fattore predisponente. In
presenza di un secondo fattore di stress, come l’aumento di temperatura, la
pianta reagisce con lo sbiancamento anziché con la classica necrosi marrone
(Stipcich et al., submitted).
Tra le tante domande a cui dobbiamo ancora rispondere, la
principale riguarda la capacità di una prateria sbiancata di mantenere gli
stessi servizi ecosistemici di una prateria non sbiancata, considerando che la
porzione apicale delle foglie è destinata a cadere.
Nel progetto B-POSITIVE (Bleached POSIdonia oceanica
Traits to assess ecological services In a Vulnerable mEditerranean sea, https://www.instagram.com/bpositive2026natgeo?igsh=a3FoNmRkNWZiN21o),
finanziato da National Geographic Explorer, l’obiettivo è quello di valutare
l’estensione di questo fenomeno nel Mar Mediterraneo, grazie all’aiuto di cittadini, subacquei, snorkelisti ed amanti del mare,
ma anche capire se e come cambino i servizi ecosistemici di una prateria
sbiancata. Gli esperimenti sono al momento in corso in due siti (Ischia e
Cilento), ma il contributo di tutti voi è fondamentale per mappare questo
fenomeno.
Se
avete mai osservato praterie sbiancate, vi chiediamo
di segnalarcelo indicando data, profondità, posizione e una foto della prateria
al seguente form: https://tinyurl.com/Posidonia-bleaching
Grazie
Foglia di P. oceanica sbiancata. La foglia è completamente
trasparente (foto P. Stipcich)
Foglia di P. oceanica epifitata. La foglia non è trasparente, il bianco è dovuto agli epifiti ovvero gli organismi che vivono sulla foglia (foto P. Stipcich)
Bibliografia
Stipcich, P., Arena, C., Ceccherelli, G., Donadio, R., Jimenez, C., La Manna, G., ... & Fraschetti, S. (2025a). Not only corals: seagrass bleaching in the eastern Mediterranean. Science of The Total Environment, 985, 179754.
Stipcich, P., Arena, C., Ceccherelli, G., Donadio, R., Jimenez, C., Resaikos, V., ... & Fraschetti, S. (2025b). Posidonia oceanica leaf bleaching: does it affect the plant photoprotective mechanisms?. Environmental Research, 284, 122233.