Un mare che cambia: nuove applicazioni per l’Intelligenza Artificiale (IA)
Il mare sta cambiando più in fretta di quanto l’uomo riesca a comprendere. Cambiamento
climatico, sovrasfruttamento delle risorse, inquinamento e degradazione degli
habitat agiscono insieme, modificando la distribuzione degli organismi e la
capacità degli ecosistemi di sostenere lo sfruttamento antropico delle risorse.
Satelliti, boe oceanografiche con sensori integrati e piattaforme autonome per
la raccolta di dati chimici, fisici e biologici amplificano oggi lo spettro, la
frequenza e l’intensità delle possibili osservazioni a disposizione dei
ricercatori, fornendo un flusso di dati la cui magnitudo è senza precedenti.
Combinando osservazioni satellitari e in situ, modelli oceanografici
e apprendimento automatico, è possibile investigare processi a scale
spazio-temporali inedite, formulare previsioni di eventi, sviluppare sistemi di
allerta. Ad esempio, su orizzonti temporali pertinenti, l’IA applicata ai
modelli di distribuzione di specie consente di collegare le osservazioni
biologiche alle condizioni oceanografiche e di stimare l’idoneità degli habitat
nei diversi scenari climatici elaborati dall’Intergovernmental Panel on Climate
Change (IPCC). Per le specie di interesse commerciale sfruttate dalla pesca, questo
si traduce in informazioni preziose sugli spostamenti degli stock e sulle eventuali
modifiche delle aree essenziali per la loro sopravvivenza, i cosiddetti Essential
Fish Habitat.
L’IA applicata ai dati satellitari e di tracciamento delle attività dei
pescherecci può identificare e ricostruire la distribuzione dello sforzo di
pesca, riuscendo così ad individuare persino attività potenzialmente illegali.
Integrando queste informazioni con distribuzione delle specie, habitat
prioritari e struttura delle comunità possiamo localizzare pressioni
cumulative, valutare una gestione spaziale intelligente ed adattiva e individuare
tempestivamente le aree in cui intervenire. Insomma, queste proiezioni aiutano
a orientare il monitoraggio delle specie target, proteggere gli Essential Fish
Habitat critici e adeguare la gestione spaziale delle risorse alieutiche
transfrontaliere condivise.
La sfida dei prossimi anni rispetto a un mare che cambia sarà dunque
trasformare i dati in capacità di previsione e decisione. E’ nell’alleanza tra Intelligenza
Artificiale e biologia marina che si gioca la possibilità di gestire in modo
sostenibile tale cambiamento.
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