PORIFERA

Maurizio Pansini1 e Caterina Longo2 

 

1Dip. per lo Studio del Territorio e sue Risorse, Università di Genova, Corso Europa, 26 - 16132 Genova

2Dipartimento di Zoologia, Università di Bari, Via Orabona, 4 - 70125 Bari

 

 

        Questa edizione aggiornata della prima checklist dei poriferi dei mari italiani (Pansini, 1995) comprende 180 generi e 492 specie così distribuiti tra le varie classi: Hexactinellida 3 specie (suddivise in 2 ordini, 3 famiglie, 3 generi, 1 sottogenere), Calcarea 39 specie (suddivise in 2 sottoclassi, 3 ordini, 8 famiglie e 16 generi), Demospongiae 450 specie (suddivise in 3 sottoclassi, 13 ordini, 6 sottordini, 65 famiglie, 4 sottofamiglie, 161 generi, 33 sottogeneri).Complessivamente l’attuale checklist comprende il 75,8% delle specie riportate per l’intero bacino Mediterraneo da Pansini & Longo (2003). In particolare il 37,5%, l’88,6%, ed il 75,4% delle specie rispettivamente di Hexactinellida, Calcarea e Demospongiae censite per il Mar Mediterraneo, sono presenti lungo le coste italiane.

La nuova proposta di suddivisione dei mari italiani in settori biogeografici, adottata per questa edizione, consente una più dettagliata localizzazione dei record delle specie e considera, giustamente, il Mar Adriatico come un bacino unico, senza un poco plausibile confine mediano che separi la costa occidentale da quella orientale. Per quanto riguarda il limite occidentale del settore 1 (Mar Ligure), abbiamo incluso, come nella precedente checklist, i dati che riguardano Monaco e zone limitrofe, raccolti soprattutto da Emile Topsent che – lavorando dal 1885 al 1948 - ha dato un contributo ineguagliabile alla conoscenza dei poriferi mediterranei.

Dal punto di vista sistematico, per la compilazione di questa checklist, si è cercato di valutare in maniera quanto più acritica possibile i dati presenti in letteratura, includendo quindi anche specie la cui esistenza è ritenuta dubbia da qualche autore più moderno, ma che comunque sono corredate da precise, anche se antiche, descrizioni. Il lavoro, in sostanza, non è stato indirizzato ad una revisione sistematica – che ovviamente non è possibile ed esula dagli scopi prefissi - ma ad una interpretazione della letteratura sulla base dei più recenti aggiornamenti. Questa indagine ci ha permesso di rilevare che cinque specie (Aphroceras caespitosa (Haeckel, 1872); Hymedesmia gracilisigma Topsent, 1928; Merlia deficiens Vacelet, 1980, Quasillina brevis (Bowerbank, 1861), Spongilla alba Carter, 1849) erano state incluse nella checklist del 1995 erroneamente, poichè non esistono ritrovamenti sicuri per i mari italiani. Sono state quindi eliminate.

A dieci anni dalla prima edizione della checklist disponiamo di un nuovo strumento di fondamentale importanza per la tassonomia dei poriferi: si tratta del Systema Porifera (Hooper & Van Soest, 2002), una revisione di tutti i generi di spugne esistenti, elaborata da 45 specialisti appartenenti a 17 paesi, in uno sforzo comune durato oltre sei anni. La nomenclatura proposta dal Systema è stata naturalmente seguita nella compilazione della lista delle specie italiane e questo ha comportato l’adozione di nuove denominazioni e lo spostamento di diversi taxa anche ben noti. La chiara definizione dei generi e delle loro sinonimie ha reso necessaria una revisione dei record riportati dalla letteratura più antica, soprattutto lavori dell’ottocento e del primo novecento, determinando quindi altre variazioni della lista specifica. Sei specie sono state eliminate in base a considerazioni tassonomiche. Si tratta di: Amphoriscus dohrni Sarà, 1960; Dendrectilla tremitensis Pulitzer-Finali, 1983; Hymeniacidon mammeata Bowerbank, 1866; Hymetrichita rectirhaphis Pulitzer-Finali, 1983; Petrobiona incrustans Sarà 1963; Protosuberites rugosus (Schmidt, 1868). Due specie ben note, invece, Cliona lobata Hancock, 1849 e Halichondria genitrix (Schmidt, 1870) non erano presenti nella lista del ’95 e sono state aggiunte a quella attuale perché è variato il loro status tassonomico. Tutte le altre variazioni sono spiegate nelle note annesse all’elenco delle specie. Per quanto riguarda il bacino mediterraneo nel suo insieme, il Systema Porifera era già stato utilizzato per un’ analisi biogeografica delle demosponge mediterranee, completa di una lista delle specie sinora note per questo mare (Pansini & Longo, 2003). La lista precedente risaliva a dieci anni prima (Pulitzer-Finali, 1983).

Naturalmente la rivoluzione portata da internet sta avendo una ricaduta diretta anche sulla tassonomia delle spugne. Si sono moltiplicati innanzitutto i siti che riportano liste specifiche riferite ad aree diverse, facilmente consultabili con un motore di ricerca, ma, quel che è più importante, è disponibile in rete la lista di tutte le specie conosciute delle tre classi di poriferi <http://www.science.uva.nl/ZMA/Invertebrates/Coel/scirep/index.htm> (World list of extant porifera), compilata e continuamente aggiornata da Rob Van Soest del Museo Zoologico dell’Università di Amsterdam, anche sulla base delle indicazione fornitegli dai vari specialisti. Con i consueti strumenti informatici, e conoscendo almeno l’ordine di appartenenza, è possibile ricercare su questa lista una qualsiasi specie, controllandone la validità e ricavando numerose informazioni su eventuali sinonimie. Lo stesso autore (Van Soest, 2005) cura la checklist delle specie dei mari europei, reperibile in rete sull’European Register of Marine Species (Marbef data system) <http://erms.biol.soton.ac.uk/>. Le due liste sono in larga parte corrispondenti ma, per questo lavoro, è stata utilizzata soprattutto la prima che è specifica per i poriferi.

Per la compilazione della presente checklist, sono stati presi in considerazione quasi esclusivamente dati già pubblicati in letteratura, con la sola eccezione di alcune specie – già segnalate in Mediterraneo al di fuori dei confini dei mari italiani – e presenti nelle collezioni degli autori. Non ci è sembrato, infatti, corretto, convinti come siamo dell’omogeneità di buona parte del Mediterraneo dal punto di vista biogeografico, procedere alla segnalazione di questi nuovi ritrovamenti per i mari italiani. Per lo stesso motivo, gli endemismi elencati nell’ultima colonna della checklist stessa si riferiscono al Mediterraneo e non esclusivamente alle coste italiane. L’inclusione di sottospecie è stata ridotta al minimo, mentre si fa un uso più largo dei sottogeneri, perché questa è la tendenza seguita nei più recenti lavori di revisione: Microcionidae (Hooper, 1996), Chalinidae (De Weerdt, 2000) e nello stesso Systema Porifera (Hooper & Van Soest, 2002).

Nell’ultima decade sono usciti non meno di 20 lavori contenenti aggiornamenti tassonomici sulla fauna mediterranea di poriferi, sei dei quali (Corriero et al., 1996; Pansini, 1996; Bavestrello et al., 1996, 1997; Corriero & Scalera Liaci, 1997; Corriero et al., 1997; Pansini & Pesce, 1998) interessano i mari italiani. Per quanto riguarda la fauna di spugne d’acqua dolce, che – come nella precedente edizione – è stata qui inclusa, un nuovo record è segnalato da Pronzato & Manconi, (2001). Per una bibliografia più completa sui Poriferi del Mediterraneo si rimanda a Pansini & Longo (2003) che riporta quasi 200 titoli di lavori tassonomici e biogeografici.

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

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WEERDT W.H. De, 2000. A monograph of the shallow-water Chalinidae (Porifera, Haplosclerida) of the Caribbean. Beaufortia, 50 (1): 1-67.

 

  TABELLA  PORIFERI