TEMI DEL CONGRESSO

 

 

TEMA 1. Tendenze evolutive dello stato trofico nel sistema padano-adriatico (Coordinatore: Attilio Rinaldi). Relazione di Pierluigi Viaroli e Carla Rita Ferrari

Le condizioni fisico-chimiche e idrodinamiche del medio e alto Adriatico sono fortemente influenzate dalle acque dolci immesse dal Po. Si aggiungano gli interventi normativi ed amministrativi che hanno definito strategie mirate alla mitigazione dei fenomeno acuti di eutrofizzazione attraverso interventi mirati alla riduzione dei fosfati e dei composti azotati, misure che hanno modificando nel tempo i carichi afferenti e le loro concentrazioni. La comunità scientifica è da anni impegnata nel monitoraggio e nello studio dello stato trofico e produttivo del sistema padano-adriatico. La quantità e la qualità delle informazioni nel tempo acquisite sono rappresentative e tali da definire una sintesi concreta sulle tendenze evolutive dello stato trofico. Permane tuttavia un limite nella comprensione olistica del processo dovuto alla scarsa connettività tra le Strutture dedicate. Scopo di questo Tema è pertanto anche quello di superare detto limite. Il rango che l’alto e medio Adriatico detiene nel panorama complessivo dei mari italiano merita questo spazio.

TEMA 2. Acquacoltura: sostenibilità, qualità e innovazione (Coordinatrice: Francesca Tulli). Relazione di Giuseppe Lembo

L’acquacoltura sta sempre più diventando necessaria per sopperire alle crescenti necessità di proteine della popolazione umana. In Mediterraneo, dopo alcuni decenni di relativa staticità, sta sperimentando varie opportunità legate alla necessità di rendere più efficaci e sostenibili i sistemi produttivi. Il tema proposto nell’ambito del Congresso vuole proprio rappresentare un invito per la comunità scientifica del settore per approfondire e discutere le necessità e le innovazioni in acquacoltura per favorirne la sostenibilità e la qualità del prodotto.

TEMA 3. Biodiversità e conservazione in ambienti marini costieri antropizzati (Coordinatore: Roberto Sandulli). Relazioni di Marco Abbiati e Peter David Steinberg

L’ampiezza del tema prescelto consente la presentazione di diversi contributi che spaziano dallo studio della biodiversità nei vari comparti ecologici costieri (plancton, benthos, necton) e dei loro cambiamenti spazio-temporali imputabili ad alterazioni antropiche (inclusa la tematica del marine litter e delle microplastiche), a studi sulla possibilità di mettere in atto misure di risanamento e/o mitigazione ambientale (ad es. bioremediation), a ricerche che mettano in evidenza l’importanza dello studio tassonomico nella definizione della biodiversità in relazione agli impatti antropici (con riferimento anche al ruolo delle specie aliene e ai cambiamenti climatici). Saranno, inoltre, considerate proposte che affrontino il tema della forte pressione esercitata sui sistemi costieri attraverso l’applicazione di progetti di gestione integrata, anche al fine di definire regole per un uso responsabile delle risorse.

TEMA 4. Mediterraneo profondo: esplorazione, ricerca e conservazione (Coordinatore: Renato Chemello). Relazione di Francesco Mastrototaro

Sede delle primissime esplorazioni profonde ottocentesche, il Mar Mediterraneo può essere considerato a tutti gli effetti la culla della biologia marina profonda. Nonostante lo storico di rilievo, l'attività scientifica si è concentrata sulla caratterizzazione degli ecosistemi profondi soltanto negli ultimi decenni, facendo tuttavia luce su molteplici aspetti legati alla biodiversità, biologia, ecologia e connettività di questi ambienti. La sessione ha quindi lo scopo di replicare un viaggio virtuale nel Mediterraneo profondo, proponendo le scoperte chiave del passato alla luce delle indagini più recenti effettuate lungo la batimetrica che va dalla zona profonda della piattaforma continentale verso le zone batiali. Tali studi potranno considerare ambienti di fondo duro ed incoerente, ecosistemi costieri (scarpata) così come ambienti del largo ed ovviamente tutti i livelli possibili di diversità marina. Assume un ruolo centrale una visione d’insieme dell'ecosistema Mediterraneo profondo che tenga conto anche dell'aspetto temporale e spaziale, così come delle criticità ambientali e delle misure in corso o potenziali di conservazione.

 

(Pagina aggiornata il 02/05/2018)